Music of Iran

MUSIC PERSIANA

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Introduction

Iran is a country characterized not only by its geographical position but also by its ancient civilization and by its ancient culture.

The music, as a reflection of its heritage, has many deep roots in the country and highlights a particular disposition and taste for all the different periods of its history.

A classic image of Iranian figurative art is that of the man or woman musician, indifferently magnificently dressed in silk and brocades, crouched in a flower garden or on a splendid carpet, holding a musical instrument.

Representations of musical instruments are found in ancient archaeological evidence, a Susa, on the bronzes of the Lorestan, in Taq-e Bostan, as well as in the works of the great painters of the Qajar period.

Like poetry, music is a distinctive feature of Persian culture, a symbol of a civilization that has spread over vast territories for centuries and whose influence has gone beyond the territorial boundaries of the empires that flourished under it. Through the history of the musical instruments it is possible to reconstruct the ties and contacts that civilizations have established between them; the ability of the craftsmen, of the great master luthiers, combines musical theories, philosophical thought, constructive techniques coming from different geographical and cultural spheres, modifying, refining and reworking influences that testify exchanges between cultures, mutual knowledge and individual evolutions.

Iran, located exactly in the geographical point of union between Europe, Africa and Asia, possessed a vast territory occupied by numerous ethnic groups and communities endowed with their own well-defined cultural identity and distinct from that represented by the properly Persian culture, in fact, there are Kurds, Azeris, Jews, Arabs, Uzbeks, Turkmen, Baluchi, and on the coasts of the Persian Gulf some groups of African origin.

To be considered also the not negligible presence of community Christian, Jewish, zeroastriane, Nestorian, Manichean and Buddhist, rooted in the territory for more than a millennium, which goes on to increase the index of heterogeneity.

Storia e tradizioni musicali dell’Iran

Antonio Di Tommaso

Musica nell’antica Persia

Numerosi sono i ritrovamenti archeologici che ci informano sui contesti e gli strumenti della pratica musicale nell’antica Persia, e che forniscono una conferma concreta alle testimonianze letterarie pervenute a noi attraverso gli scritti di autori greci quali Erodoto, Ateneo e Senofonte, e da certi autori musulmani vissuti in epoca medievale, come il poeta persiano Firdousi, i quali attinsero le loro conoscenze sulla musica antica persiana da fonti di tradizione orale.

La Persia, La Musica e la Civiltà Islamica

The musical history of Islamic civilization was characterized by the presence of urban court music which seems to have maintained, in a period from the 8th to the 16th century, a certain homogeneity of language, such as to allow us to speak of a single music classic, sponsored from time to time by the courts of the Abbasids, the Jalairids, the Timurids, the Ottomans and the Safavids.

La teoria musicale

Il califfo abbaside al Màmun fondò a Baghdad nell’832 la Bayt al-hikma; o Casa della sapienza, ovvero un laboratorio di traduttori arabi che per generazioni si occuparono di adattare in lingua araba testi in greco e aramaico, perpetuando l’opera di traduzione del sapere greco già intrapresa nei secoli precedenti all’Egira (622) da parte di Siriaci e Nestoriani.

Musica Classica persiana Il periodo Safavide

Lavvento del regno Safavide segnò un nuovo periodo di splendore per la vita musicale di corte nelle città dell’Iran. Già con Shah Esrnà’il I (1502-1524) la città di Tabriz divenne un ricco centro musicale: questo sovrano tenne in alta considerazione la musica degli ashìq, ovvero dei bardi azeri, e si dilettava egli stesso nella scrittura di versi sull’amore mistico e sulla sci’a, e nel suonare il liuto a manico lungo SÀZ o QOPÙZ. Fu in questo periodo anche che la pratica musicale persiana influenzò decisamente la più giovane musica delle corti turco-ottomane, le quali ospitavano nei secoli XVI e XVII numerosi musicisti e cantanti persiani.

Musica Classica persiana Il periodo Qajar

Con l’invasione afghana e lacaduta dei safavidi nel 1722, la ricca tradizione musicale di Isfahan pare disperdersi, con lo spostamento di molti maestri verso le corti della Turchia, dell’Asia centrale e del Kashmir. Durante i brevi regni delle dinastie Afsharide e Zand (dal 1737 al 1794) la musica classica persiana scompare decisamente dalla scena storica, per riapparire nel XIX secolo alla corte dei Qajar. È in questa fase di transizione fra i regni Safavide e Qajar che avviene una netta separazione fra le tre grandi tradizioni musicali turco-ottomana, irachena e persiana: dal XVIII secolo in poi esse si svilupperanno autonomamente.

Musica Classica persiana Il radif

Pur essendo un insieme di unità musicali o gushe-ha (plur. di gushe, che vuol dire “angolo”) dotate ognuna di un titolo, il radif si rivela essere un’entità decisamente più complessa di un semplice repertorio-modello, o di un semplice sistema modale. La sua funzione è non solo quella di permettere la conservazione e l’apprendimento di un corpus di composizioni e di fornire dei modelli e delle basi comuni per l’esecuzione (la quale è caratterizzata da un alto grado d’estemporaneità);

La performance e l’insegnamento musicale

L’esecuzione della musica classica persiana è, tradizionalmente, riservata ad ambienti privati occupati rigorosamente da un pubblico di intenditori molto ristretto: nelle case, nei giardini, un tempo nelle corti di sovrani e principi amatori della musica. Gli esecutori sono di solito un cantante accompagnato da uno, due o tre strumenti dal timbro decisamente poco voluminoso; ci si siede per terra, in un ambiente decorato da tappeti vistosi ed il contatto fra musicisti ed uditori è praticamente colloquiale.

Il principio e il senso dell’ornamentazione melodica nella musica persiana

Come nella maggior parte delle tradizioni musicali appartenenti alle culture dell’Oriente, la musica classica persiana è omofonica. Nonostante ciò essa presenta un alto grado di sofisticatezza, che non è dato tanto dalla lunghezza e dalla varietà delle linee melodiche e dalla complessità dei cicli ritmici, come è per altre ricche tradizioni classiche orientali, ma dal principio dell’ornamentazione, il cui senso è racchiuso nella semplicissima massima “tradizionale” riferita da Dariouche Safvate: «non è importante ciò che si suona, ma How lo si suona».

Le tradizioni della poesia cantata

La tradizione musicale dell’Iran, nei contesti urbani come in quelli rurali, è legata indissolubilmente alla poesia. Alcune fonti letterarie medievali (Qutb al-Dìn Shirazi; Nezami) ci mostrano l’importanza che la poesia cantata rivestiva già nell’epoca sassanide: 360 erano le “arie” denominate Dastan composte da Barbad, una per ogni giorno dell’anno zoroastriano.

Persian Musical Instruments

The musical instrument is an object that faithfully records and reflects the evolution of a territory's civilization. Describing such a vast and complex subject in just a few lines, as it involves a multitude of aspects, requires identifying which are the ones that allow us to reconstruct the most evident traces in a path made of time and place. As the marks left by the performer and by time on the body of an instrument allow us to reconstruct the story as it is on the body of this instrument which is the territory of Iran, the instruments are the signs of a very ancient civilization able to expand in the neighboring territories its original features by virtue of a poetic and refined cultural domination.

To make the topic complex is the presence, in the current Islamic Republic of Iran, of a great variety of ethnic groups and regions with very accentuated characteristics: the Persian official language, it is spoken by little more than half of the population and other languages ​​characterize strong cultural identities like those of Azerbaijan, Baluchistan, the Turkmen Plateau (Iranian), the Kurdistan (Iranian), the regions of the Persian Gulf, all regions whose ethnic groups cross territorial borders, making national membership more uncertain. ...

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